Perché soffriamo?

Scoprire perché soffriamo è l’UNICA arma contro la sofferenza

A tutti noi è capitato di soffrire come dei cani.

Clicca e scopri come fare per non soffrire come Fantozzi!

Sappiamo come si sta quando si soffre e, soprattutto, non vorremmo mai che ci capitasse, eppure sembra che sia un destino ineluttabile.

Ma è proprio così?

Lo sarà sicuramente, se non ci facciamo la domanda giusta.

Una domanda utile può essere “Come posso fare per non soffrire?”.

Ma non ti servirà ad una beata mazza se non ti poni prima la domanda delle domande:

“Perché soffriamo?”

A livello fisiologico, l’uomo soffre per due cause principali:

  1. C’è qualcosa che sta funzionando a cazzo di cane nel nostro corpo e lui ci invia un segnale per avvisarci che se non ci diamo una mossa sarà un casino. Siccome a noi i discorsi non ci convincono poi più di tanto, cosa fa il corpo? Ci invia una scarica elettrica che ci dà dolore. In questo caso il dolore è utile e necessario, una grazia divina. E noi cosa facciamo? Prendiamo un antidolorifico e fanculo. Senza neanche ringraziare. Quindi, la prossima volta che ti viene un dolore lancinante al mignolo del piede dopo aver sbattuto contro lo stipite, ringrazia il tuo Dio, perché se così non fosse, staresti tutto il giorno ad andare a sbattere contro qualsiasi cosa invece di lavorare, pirla!

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2. Il secondo motivo, sempre fisiologico, viene dalla notte dei tempi, quando eravamo ominidi pelosi che dovevano sopravvivere alla fame e alle bestie che volevano mangiarci. Anche lì, il creatore, visto che eravamo dei minorati mentali, ci ha provvisto di un sistema di allarme che ci rendeva talmente insopportabile l’idea di farci masticare da un felino dai denti a sciabola, che, per reazione, scappavamo alla velocità della luce il più possibile lontano da suddetto felino. Quindi, la percezione di pericolo, a livello fisiologico, crea una tensione elettrica. La tensione genera una contrazione dei muscoli e delle fibre, un’accelerazione del battito cardiaco e una strizza tale da generare un dolore insopportabile.

Ora, concentriamoci sul punto 2.

A distanza di milioni di anni, l’uomo non ha più nella sua quotidianità l’urgenza di sopravvivere che avevano i suoi antenati. Cibo, riparo, vestiti ce li abbiamo quasi tutti. Animali feroci nei paraggi ci sono solo negli zoo, resi inoffensivi dalle sbarre e dalla depressione.

Per quale motivo soffriamo, allora?

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È facile arricchirsi distruggendo il mercato discografico, se sai come farlo

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Tra gli anni cinquanta e gli anni ottanta si vendevano milioni di dischi. Tonnellate di vinili riempivano i negozi. La musica faceva moda, cultura, politica. Ad un cantante poteva capitare di diventare miliardario con una canzone sola e poi sparire, vivendo di rendita.

Questo periodo d’oro viene rimpianto da molti. Ufficialmente anche dalle grosse case discografiche, anche se, facendo due conti, sono lacrime di coccodrillo.

E’ vero, tirare fuori Elvis o i Beatles ti faceva guadagnare uno sbanderno di soldi. Ma produrre dischi era costoso: studi discografici, orchestre, stampe, promozione capillare presupponevano investimenti iniziali paurosi, roba che non ti faceva dormire la notte, pensando che qualcosa potesse andare storto.

Pensiamo al caso di Mariah Carey, alla quale la sua casa discografica, negli anni duemila, preferì pagare una buonuscita da milioni di dollari, licenziandola, piuttosto che produrle i dischi che erano previsti nel contratto.

Insomma, la macchina era troppo costosa per godersi il viaggio in relax. Così le case discografiche hanno pensato: “Perché spendere tanti soldi per andare in Vacanza in macchina da Milano alla Costiera Amalfitana, in albergo cinque stelle e rischiare di prendere pioggia, quando posso andare a Pinarella di Cervia a scrocco da un mio amico, così al massimo se piove ci rimetto solo i soldi della benzina? (altro…)

LE MIRABOLANTI AVVENTURE DI DIO E DEI SUOI AMICI – Part V

 

– Signore mi senti? Lo so che mi senti, Signore! Parlami!

– Pronto?

– Chi è?

– “Chi è” lo dico io. Sei tu che hai chiamato.

– Sei Dio?

– No, sono il Genio della Lampada!

– Ma non ho strofinato nessuna lampada!

– Infatti.

– ?

– Mmmm. Andiamo bene. Sì. Sono Dio. Come ti chiami figliolo?

– Mi chiamo Stefano. Sono un impiegato delle Poste.

– Dimmi Stefano, perché hai tanta premura? (altro…)

LE MIRABOLANTI AVVENTURE DI DIO E DEI SUOI AMICI – Part IV

– Mosè chiama Javè. Mosè chiama Javè. Mi ricevi Javè?

– Mosè ti sento malissimo dove sei?

– Sul cucuzzolo del monte Sinai, Signor Geova.

– E perché scusa? C’era bisogno di salire fin là?

– Geovissimo, sei stato tu a dirmi “ci sentiamo sulla vetta, chi arriva prima aspetta”.

– Io? Ah no. Avevo detto: “prendi la cornetta, mondial casa ti aspetta”

– Eh?

– Ah ah, niente! Ti stavo coglionando. Dimmi tutto.

– Senti, Geoverrimo, avrei preso due appunti su una decina di regole che avevo pensato. Li ho scalpellati su queste tavole di pietra.

– Ti sei caricato a ciuccio quelle tavole fin qua sopra? Sembrano pesanti.

– Abbastanza. Bisogna che ci inventiamo qualcosa di più comodo per archiviare i files.

– Dimmi pure cosa ci hai scritto.

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LE MIRABOLANTI AVVENTURE DI DIO E DEI SUOI AMICI – Part III

PARADISO, Luglio 2015
– Signore, gli Italiani si lamentano, Signore.
– Ancora? Che cosa ha fatto stavolta Berlusconi?
– Berlusconi non c’entra, Signore. Non se lo fila più nessuno a Silvio. Il caldo, Signore. Ci sono arrivati 59 milioni di “Porco Dio che caldo”, 7 milioni di “Allah che caldo” e un “Santi Numi, che caldo”.
– Santi Numi? E chi è che dice ancora “Santi Numi”?
– Raffaella Carrà, Signore.
– Ma è estate! L’ho creata apposta l’estate! Per fare il bagno al mare e far maturare i fichi! Sono buoni i fichi.
– Certo, Signore, ma gli umani se li fanno nelle serre, i supermercati sono già pieni di fichi da Maggio.
– E come sono questi fichi delle serre?
– Non sanno di un cazzo, Signore, ma costano 12 euro al chilo.
– Ma voglio dire…fino a trent’anni fa faceva caldo uguale e nessuno si lamentava. Che cazzo…
– Colpa dei condizionatori, Signore. Gli uomini li accendono, e per colpa della differenza termica

“Era glaciale/casa” contro “Normalissima estate/strada”, percepiscono il caldo come ancora più caldo. E nonostante la loro attitudine a lamentarsi non comporti un miglioramento del loro status di confort, continuano a farlo lo stesso, Signore.
– Allora manda giù mio figlio e digli di spegnere i condizionatori.
– Negativo, Signore. Duemila anni fa è andato giù a dire di amarsi l’un l’altro e lo hanno crocifisso. Se scende a chiedere di spegnere i condizionatori, come minimo lo torturano in diretta su Sky facendogli assistere a una puntata intera di Italia’s got talent.
– Allora cosa devo fare, secondo te?
– Alzare la caldaia, Signore. Portare la temperatura all’ombra a 55 gradi centigradi con un’umidità del 70%. Percepiranno il tutto come un comunissimo insegnamento del tipo “più ti lamenti, più peggiori la situazione, testa di cazzo”, che è stata erroneamente tradotta sulla Bibbia come “Se ti fai le pippe, vai all’inferno”.
– Ottimo, mi piace. Attivate la caldaia a 55 gradi. “Santi Numi” Mi fa troppo morire la Carrà!

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LE MIRABOLANTI AVVENTURE DI DIO E DEI SUOI AMICI – Part II

– Signore, c’è una chiamata dal pianeta Terra, Signore.
– Chi è?
– Un certo Adolfo, dalla Germania.
– Pronto?
– Bella Dio! Mein freund, wie geht’s? Come butta?
– Chi sei?
– Sono Adolfo, non mi riconosci? Il tuo prediletto.
– Ah si! come no! Ciao! (Ma chi è sto qua?)
– Senti, volevo essere sicuro di avere la tua benedizione su un paio di cose.
– Se posso, volentieri, Alfred.
– Adolf! Mi chiamo Adolf!
– Certo Adolf. Dimmi pure.
– Allora, stavo pensando di invadere la Polonia.
– E che ti ha fatto la Polonia?
– Mah… niente in particolare. Sono vicini. Questione di comodità. Poi hanno un casino di carbone. Il carbone va via come il pane al giorno d’oggi. Ma soprattutto, mi servirebbe una scusa per fare la
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